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La Torta Felice

9 Maggio 2016

C’e’ una ragione per cui non ho pubblicato questa ricetta prima. Gia’ l’anno scorso volevo pubblicare la versione aggiornata della crostata della nonna, la torta che cucinai poco piu’ di tre anni fa insieme ai miei genitori il giorno prima dell’operazione che mi avrebbe privato di un seno. Ma non ero pronta. Questa torta aspettava questo momento.

Come faccio ora a raccontare in un post quello che mi e’ successo in queste ultime due settimane di “vacanza”? Non lo so. Ma soprattutto credo di non potere farlo. Per farvi capire quello che e’ successo devo prepararvi, perché se vi raccontassi tutto di botto, cosi’…. credereste che sono pazza. Pure io, gli ultimi tre giorni mi sono sentita “folle”. Capivo cose che erano li’ da una vita e che aspettavano di essere capite.

Se vi dico pero’ che ognuno di noi ha dei conflitti, potete capirlo vero? Il punto e’: di chi sono quei conflitti? Che cosa ci portiamo dentro dalla nascita e cosa ci hanno tralasciato i nostri genitori? La chiave di tutto e’ che per la prima volta nella mia vita ho CAPITO (con la mente) e SENTITO (con il cuore) che mi portavo dentro dei conflitti che non sono miei e capendo questa cosa sono riuscita a liberarmene. La separazione dei miei genitori non era un conflitto mio e soprattutto ho capito che l’amore che c’e’ tra genitori e figli non e’ basato sul rapporto DARE e AVERE (io ti do’, ma voglio qualcosa indietro), ma sull’ESSERE. Non c’e’ TANTO AMORE o POCO AMORE. C’e’ solo AMORE. Punto.

A quel punto sono riuscita a guardarmi dentro, con assoluta chiarezza, ed ho capito che IO HO UN VALORE GRANDISSIMO. Lo dico orgogliosa e senza arroganza. Ho passato gli ultimi anni della mia vita a sentirmi una fallita perché mi proiettavo nei miei genitori. Non fraintendetemi, non credo che i miei genitori siano dei falliti, anzi, vedo anche il loro grandissimo valore. Il problema fondamentale e’ che ho passato una vita provando a risolvere i loro problemi e ovviamente più provavo e più fallivo. Ovvio. Come facevo a risolvere dei problemi che non erano miei, che erano “fuori di me”?

Questa cosa… mi ha illuminata! Si e’ sbloccato tutto e nel giro di tre giorni ho capito una marea di cose! Non perché ho capito cosa era successo in quella determinata situazione, HO CAPITO IL MECCANISMO che ci faceva agire in quel modo. E quando ho capito il meccanismo sono riuscita a PERDONARE. Così. In un botto. Ho perdonato TUTTO incondizionatamente. Il mio cuore si e’ scaricato di quel peso che si portava dietro probabilmente dalla nascita. In quel momento MI SONO SENTITA GUARITA NEL PROFONDO. Ecco alla fine mi e’ scappata la parola: GUARITA. Si, GUARITA dalle ferite, GUARITA dal cancro. A questo punto, se volete cliccate su un’altra pagina, fate pure, sta a voi. Ma se SCEGLIERETE di continuare a leggere e continuare a seguirmi, allora avrete scelto di crederci, perché e’ solo credendo nei propri sogni che li si possono ottenere.

Quando, tre anni fa, feci quella mia “prima torta della nonna” scelsi di cucinare :-) ma non avevo idea che attraverso la cucina sarei arrivata qui. Ma la cosa fondamentale e’ che in quel momento scelsi di credere che ANCHE L’IMPOSSIBILE E’ POSSIBILE (avere i miei genitori sotto lo stesso tetto in una atmosfera di pace), come 6 mesi e mezzo prima, quando mi fu diagnosticata la forma più rara ed aggressiva di cancro al seno… SCELSI DI VIVERE. E quello che sento ora, in questo specifico momento, e’ che anche io SONO STATA SCELTA per poter far capire alla gente che bisogna AVERE FEDE!!! Bisogna credere nei sogni!!! Non abbiate paura delle vostre “visioni” se ne avete e se siete in difficoltà non cercate la soluzione fuori di voi ma dentro di voi, perché e’ solo capendo dove sta l’inghippo che ci si salta fuori. E se, di nuovo non sapete da dove partire, allora dovete solo avere fede perché un giorno capirete che doveva andare così’.

IO CREDO CHE CI SIA UN SENSO, CREDO CHE CI SIA UN PERCHE’, ora riesco a dirlo forte Elisa. Durante le ultime settimane ho capito il PERCHE’ del mio cancro, ho capito il messaggio che mi ha inviato e non l’ho ignorato, anzi, l’ho onorato. Per questo mi sento guarita. NON HO PIU’ PAURA.

Basta mi fermo qui altrimenti pensate veramente che sia impazzita. Concludo solo dicendo che la mia storia mi ha dimostrato che il dolore ha un senso e che non e’ mai troppo tardi per scegliere la vita che vogliamo vivere, che non e’ mai troppo tardi per APRIRE GLI OCCHI E VEDERE perché a quel punto il dolore provato sarà cancellato e quanto più grande e’ stato il dolore, tanto più grande sarà la gioia che lo sostituirà.

Ecco, appunto, veniamo alla gioia, a questa torta felice :-). Era da parecchio tempo che pensavo a un nome da dare ad un eventuale nuovo blog Olandese o ad una eventuale attività… di che tipo, boh, non lo so. Ma cercavo un nome, dovevo trovare quel nome. E già due mesi fa, riservai questo dominio www.deblijetaart.nl ovvero latortafelice.nl :-), senza sapere perché dovessi farlo. Infatti se devo pensare al mio “signature dish” penso ad una torta, dolce o salata, “felice” perché: e’ buona, quindi il suo gusto ti rende felice, e perché e’ sana, quindi i suoi ingredienti rendono felice il tuo corpo. Ma quando lo scorso venerdì mattina facevo questa torta e cercavo un nome… ‘crostata della nonna 3 anni dopo, crostata della mamma’ … ho capito che questa torta rende felice anche l’anima, perché mi ha purificato! Coincidenza o segno? Decidetelo voi…

Questa torta non l’ho fatta insieme a entrambi i genitori, ma solo con mia mamma, in segno di una riconciliazione eterna. Avrei voluto farla insieme anche a mio padre, ma non posso pretendere troppo. Il mio percorso e’ iniziato più di tre anni e mezzo fa. Spero che il mio cambiamento influenzi anche loro, e siccome io CREDO che una loro riconciliazione sia possibile, penso che succederà.

Qualche giorno fa ho sentito che l’energia dell’universo si e’ riattivata per me. L’abbiamo fatta ristagnare per anni e anni, forse millenni, ma ora siamo riusciti – insieme – a spezzare le catene che ci tenevano imprigionati nella grotta. Ora possiamo uscire e guardare il sole, quel bel grande sole caldo. SIAMO LIBERI.

Due notti fa non riuscivo a dormire, piangevo e pensavo… accidenti che bella storia! Ho sempre creduto di voler fare un libro di ricette, ma ora so che voglio scrivere un libro di narrativa, o un misto tra i due :-). Se c’e’ qualcuno tra voi che sia interessato a saperne di più perché leggendo questo post ha avuto una emozione o un presentimento, lo invito a seguire il suo cuore e a contattarmi.

Nel frattempo comunque vi lascio la ricetta di questa torta che rispecchia il mio “nuovo stile”: 100% integrale e zuccherata con sola frutta fresca, frutta secca e a guscio, senza grassi o proteine animali. In ogni caso contiene tanti zuccheri, intendiamoci, ci saranno almeno 2 kg di mele li’ dentro! Quindi, come dico sempre (a me stessa), non dobbiamo esagerare. Oggi comunque un pochettino di zucchero in più non mi fa paura… NON HO PIU’ PAURA, neppure della salsiccia! :-)

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Ingredienti per la “crema di mele cotte”:
ca. 2,5 kg di mele
ca. 1,5 litri d’acqua
3 bastoncini di cannella

Ingredienti per la base:
ca. 450-500g di farina di farro integrale
1 bustina di cremor tartaro (17g)
1 cucchiaino scarso di essenza di vaniglia in polvere
4 cucchiai di “crema di mele cotte”
1 cucchiaino scarso di cannella
buccia grattugiata di mezzo limone
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio evo

Ingredienti per il ripieno e decorazione:
ca. 1200g di mele biologiche
ca. 1 tazza di uvetta
ca. 1 tazza di mirtilli rossi secchi (cranberries)
1 cucchiaio di “crema di mele cotte”
1 cucchiaino abbondante di cannella
succo e buccia di mezzo limone
1 mela x la decorazione

Procedimento per la “crema di mele cotte” (la ricetta che mi ha ispirata* la trovi qui):
.ho privato le mele del torsolo ma non della buccia
.ho tagliato le mele a pezzettoni e le ho messe in una grossa pentola con circa 1 litro e mezzo di acqua
.ho aggiunto 3 bastoncini di cannella e ho lasciato cuocere per circa 4-5 ore (mi raccomando controllate che non si attacchi… non fate quindi come ho fatto io :-) )
.una volta ridotta l’acqua ho lasciato raffreddare poi ho passato il tutto
.l’ho conservato in frigorifero

*la differenza fondamentale e’ che io uso sempre la cannella, perché mi piace e perché aiuta a limitare i picchi glicemici nel nostro sangue

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Procedimento per la base:
.ho messo la farina in una scodella, ho aggiunto il lievito, l’essenza di vaniglia, la cannella, il sale, la buccia grattugiata del limone e da ultimo il “mio burro di mele”
.ho iniziato ad impastare ma più impastavo più si sfaldava
.allora e’ intervenuta la mamy, abbiamo aggiunto un cucchiaio di olio e lei e’ riuscita a lavorare l’impasto fino ad ottenere una pallina liscia
.lo abbiamo lasciato riposare

Procedimento per il ripieno:
.la mamy ha tagliato le mele a cubetti, privandole del nocciolo ma lasciando la buccia, poi ha iniziato a cuocerle in una padella antiaderente insieme da un cucchiaio abbondante del “mio burro di mele”
.dopo un po’ ha aggiunto l’uvetta ed i mirtilli rossi ,1 cucchiaino abbondante di cannella ed il succo e buccia di mezzo limone ed ha continuato a cuocere finche’ il liquido si e’ assorbito

Procedimento finale:
.la mamy aveva già pensato alla decorazione, quindi ha tenuto una piccola parte dell’impasto da parte, il resto lo ha steso e adagiato in una tortiera, togliendo la parte in eccesso e vi abbiamo versato il ripieno
.ha tagliato la mela a listarelle e le ha scottate in una pentola con un po’ di acqua in modo che si ammorbidissero
.poi ha steso l’impasto in una “lingua” sottile ed ha adagiato le listarelle di mele (vedi sequenza qui sotto), ha ripiegato la “lingua” e l’ha arrotolata su se stessa formando una rosa (La Rosa ha fatto 3 rose :-)! )

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.abbiamo disposto le rose e ci siamo divertite a decorare con stelo e foglie con l’ultimo pezzetto di impasto
.abbiamo infornato e cotto in forno a 180 gradi per circa 30-35 minuti

Questa torta che ha sigillato il patto di una nuova alleanza tra persone che hanno giurato di non farsi più del male, che hanno giurato di vivere secondo canoni di amore, pace, libertà, fiducia e rispetto reciproco. Io e mia mamma l’abbiamo cucinata e ci siamo riconciliate in questo modo. Poi l’abbiamo condivisa. Oggi la condivido con voi per dirvi – di nuovo – di avere coraggio, di non perdere MAI la speranza, perché e’ solo credendoci che possiamo arrivare a realizzare i nostri sogni. Vi auguro tanti, tanti sogni positivi…

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Tempo 1 ora circa di preparazione, 35 minuti circa di cottura

 

 

 

Difficolta’ media

 

 

 

Prevenzione e dieta DIANA Se volete saperne di più sulla dieta consigliata da Cascina Rosa (Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) a donne che hanno avuto il cancro al seno cliccate qui. Questa dieta e’ in ogni caso indicata per tutte le persone che vogliono adottare uno stile di vita piu’ salutare che li aiuti a prevenire il cancro e altre malattie degenerative.

 

 

 

bye-bye salsiccia e’ anche su Facebook e molto attivo su Instagram, se avete bisogno di un po’ di ispirazione e volete tenervi aggiornati seguitemi e diffondete la voce, grazie! :-)

 

 

 

 

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