Crostata al rabarbaro

11 maggio 2013

dessert per occasioni speciali, vegetariano: senza… limiti!

Non so se vi sia mai capitato di ricevere cosi’ tanti fiori da rimanere senza vasi. Io ne ho ricevuti sette mazzi in due giorni! Considerando la ragione per cui li ho ricevuti, non lo auguro a nessuno, ma devo dire che sicuramente e’ una cosa bellissima. Per quanto si sia irrimediabilmente soli in questa malattia, ricevere cosi’ tanta attenzione dalla famiglia, gli amici, I conoscenti aiuta a sentirsi circondati da tanto calore. Cosi’ tanto da pensare… meritero’ cosi’ tanta attenzione? Dopotutto questa malattia mi e’ capitata, non l’ho scelta io. Ma proprio per questo la maggior parte delle persone ammirano il modo in cui la sto affrontando, con positivita’ e forza. Io in realta’ credo che tutti abbiano dentro la forza che ho io, senza esserne consapevoli. E’ nei momenti peggiori che e’ piu’ semplice riuscire a stringere I denti senza fare una smorfia. Tutto diventa relativo. Questa e’ la possibilita’ che mi e’ data, non ci sono altre vie o scrociatoie, quindi tanto vale percorrerla a testa alta, sperando che questo possa aiutare ad arrivare alla meta agognata. Ora suono tanto saggia, ma in realta’ sono solo una persona che vuole sopravvivere e godere il piu’ possibile della vita o di quel poco che ne rimane. Come vorrei poter trovare la ricetta per continuare a farlo nel momento di una eventuale completa guarigione, per riuscire a non lamentarmi mai piu’ di cose futili come mi capitava di fare cosi’ spesso nel passato. Probabilmente e’ per questo che scrivo, per aiutare a ricordarmi nel futuro come mi sento ora e per ritornare ad attingere da questa forza nei momenti in cui sembra scomparsa…

byebyesalsiccia_crostata_rabarbaro_01

In ogni caso, I fiori: come ricambiare tanto calore? Semplice: con una torta, anzi due, preparate per accogliere I partecipanti al pellegrinaggio che sta per iniziare :-). Due torte prima dell’operazione (una per il chirurgo ed una per le infermiere che mi hanno seguito durante la chemioterapia), e due torte dopo. Anche questa volta parlo di una di queste solamente, anche perche’ l’altra e’ una leggera variazione alla torta della nonna preparata il 5 maggio scorso. Dal pacchetto delle verdure biologiche era avanzato il rabarbaro, da li’ l’idea della crostata al rabarbaro. Con la mamy tutto e’ possibile, quindi abbiamo voluto sperimentare qualcosa di nuovo e, visto che c’eravamo, l’ho convinta ad usare farine diverse dal grano tenero e lo zucchero di canna integrale ed il succo d’acero invece dello zucchero bianco. Come sempre la nonna e’ una garanzia di qualita’… per chi ama sperimentare come noi gli ingredienti sono (all’incirca… visto che lei non ama usare la bilancia):

Per l’impasto:

250 g farina di farro (bianca)

100 g farina di kamut (bianca)

175 g zucchero di canna integrale (macinato fine)

150 g di burro

2 uova

buccia di un limone grattugiata

½ bustina di lievito per dolci

 

Per il ripieno:

1 “stelo” di rabarbaro

30 g di uvetta

30 g di noci (tritate grossolanamente)

30 g di amaretti

2 cucchiai di succo d’acero

2 cucchiai di zucchero di canna integrale

mezzo bicchiere di vino marsala

cannella q.b.

 

Questa volta la base l’ha preparata la nonna, vista la mia recente operazione. Ha versato la farina sulla spianatoia ed ha iniziato ad incorporare il burro appena tolto dal frigo rompendolo con le mani. Intanto io ho macinato lo zucchero di canna nel bimbi (o mixer) perche’ sarebbe stato altrimenti troppo grosso. Quando il composto si e’ amalgamato ha unito lo zucchero, il limone grattugiato ed il lievito. Poi ha iniziato a lavorare il composto con le uova, 2 sono bastate (ma come sempre dipende dalla farina, la grandezza delle uova etc). Ha lavorato l’impasto fino a formare una palla ben amalgamata da avvolgere in una pellicola trasparente e da far riposare in frigorifero per circa mezz’ora. Nel frattempo abbiamo preparato la farcia. Come prima cosa abbiamo tagliato il rabarbaro in piccoli pezzetti per poi passarlo in padella con il succo d’acero. Dopo 2-3 minuti ha aggiunto mezzo bicchiere di marsala ed ha lasciato il tutto sul fuoco finche’ il rabarbaro ha raggiunto la consistenza di una marmellata. Ha spento il fuoco, ha spolverato con cannella, poi ha aggiunto le noci e l’uvetta mescolando il tutto. La farcia a questo punto era ancora abbastanza aspra, quindi e’ stato necessario correggerla aggiungendo 2 cucchiai circa di zucchero di canna.

byebyesalsiccia_crostata_rabarbaro_02

A questo punto, tolto dal frigo, ha iniziato a stendere l’impasto usando abbondante farina da entrambi I lati. Ha avvolto delicatamente l’impasto steso al mattarello e l’ha adagiato sulla tortiera. Ha distribuito gli amaretti precedentemente tritati su tutta la superficie della base per poi versare la farcia distribuendola uniformemente. Con l’impasto in eccesso ha ricavato delle striscioline che poi ha adagiato in due direzioni. Ha rigirato I bordi sulle strisce decorative ed ha infornato a 180 gradi per circa mezz’ora.

byebyesalsiccia_crostata_rabarbaro_03

tempo 1 ora di preparazione e mezz’ora di cottura

difficolta’ media

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply