mastite carcinomatosa o carcinoma infiammatorio edema

mastite carcinomatosa o carcinoma infiammatorio

Non spetta a me spiegare in termini tecnici cos’è la mastite carcinomatosa. Io però ne voglio parlare, a modo mio, raccontando la mia storia in modo da contribuire ad educare le donne riguardo a questo particolare tipo di tumore al seno, poco conosciuto, molto aggressivo e molto spesso erroneamente diagnosticato.

 

LA MIA ESPERIENZA

Tutti credono che il tumore al seno sia una pallina. Ci insegnano a controllarci massaggiandoci il seno (cosa che io non facevo mai tra l’altro) in cerca di una massa solida. Ma quello che pochi sanno e’ che esistono anche tumori che non si riconoscono in quel modo. Vi sono tumori che non sono riconoscibili tramite una ecografia, ne’ tramite una mammografia, ma solo tramite risonanza magnetica. Questo perché – da quello che ho capito – la densità del tessuto tumorale e’ molto simile a quella del tessuto sano. Quindi come riconoscere la mastite carcinomatosa? Questa si presenta un giorno sotto forma di infiammazione: il seno diventa rosso, gonfio, caldo e la pelle può anche presentare la caratteristica ‘buccia d’arancia’. Nel mio caso almeno e’ uscita fuori così. Ed il più delle volte non c’è molto che una donna possa fare per riconoscerla prima perché appunto, molto spesso non c’è una massa ben identificabile sottostante. Una volta esplosa l’infiammazione bisogna sperare che il dottore generico ci mandi subito da uno specialista senza prima provare ripetutamente inutili cicli di antibiotici, che ritarderebbero solo la diagnosi.

Nel mio caso, 6 mesi (!!) prima della diagnosi, mi era comparso da un giorno all’altro sul seno destro una macchia blu che io credevo essere un ematoma. Avendo bimbi piccoli e giocando spesso con loro nel letto mi sembrava plausibile. In quel momento l’idea che mia zia pochi anni prima era morta di cancro al seno non mi sfiorò minimamente. Chissà perché, tutti sappiamo che il cancro e’ una malattia reale, ma ci sembra sempre che sia qualcosa che riguarda gli altri. Noi ci sentiamo così bene, siamo impegnati con la famiglia e il lavoro, il tempo ci sfugge dalle mani, non è possibile che riguardi noi!
E invece era proprio un tumore, anzi cancro quando diagnosticato perché aveva già una metastasi regionale sotto l’ascella. Io sono andata avanti 6 mesi con quella ‘cosa’ sul seno e 4 mesi prima il dottore generico (olandese) mi disse vedendo quella cosa non ben identificata… ‘Uhm, non sembra niente, quando poi hai finito di allattare facciamo una mammografia…’, così, con molta tranquillità e disinvoltura.
Col senno di poi io mi dico… ma come ho fatto ad andare in giro con quella ‘cosa’ sul seno pensando che potesse essere una cosa innocua? Sono scema o cosa? Dopotutto però il dottore mi aveva tranquillizzato, e quello mi bastava per tenere lontana la paura. Per questo io vi dico: noi siamo i nostri primi dottori, quindi indagate! E soprattutto non sottovalutate le anomalie, anche se si presentano nel periodo più denso di impegni della vostra vita! Fate spazio per un controllo e soprattutto… esigete uno specialista!! In giugno, quando andai dal dottore generico per la prima volta, sarebbe bastato mandarmi da un dermatologo, che sicuramente avrebbe voluto saperne di più. Non avrebbe cambiato nulla in termini di terapia, perché – anche se non fossero stati già intaccati – i linfonodi sotto l’ascella me li avrebbero tolti comunque … talmente subdolo e’ questo tipo di cancro! Ma avrei iniziato la chemioterapia magari 4 mesi prima e questo, a mio parere, avrebbe migliorato decisamente la prognosi.
Per questo e’ per me così importante parlarne. Per fare in modo che si diffonda informazione relativamente ai sintomi di questa malattia. Il pensiero che la mia esperienza possa eventualmente aiutare qualcun altro, mi rende più facile il percorso… nella speranza che tutto questo abbia un senso.

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