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Anche se sono cresciuta nella pianura padana mi sono sempre sentita più pugliese che emiliana soprattutto per ciò che riguarda il cibo, preferendo decisamente i cavatelli con le cime di rapa alle lasagne. Inoltre adoro le verdure e mi piace sperimentare con ingredienti un po’ insoliti, come il cuscus o la quinoa, per dirne un paio. Possiamo dire quindi che la base per un’alimentazione sana c’e’ sempre stata! Ma come adoro le verdure, adoro il salame e la salsiccia e qui iniziano i problemi…

A causa delle cure a cui mi sono sottoposta, ho dovuto ripensare il tutto. Gli effetti collaterali (scusate se lo dico: le maledette ragadi all’ano!) mi hanno costretta ad una dieta ferrea: niente carne, e soprattutto niente insaccati, niente prodotti a farina bianca, come pasta o pane, niente riso bianco, niente formaggi, soprattutto se grassi, solo farine e cereali integrali, tanta frutta e verdura. Era come se il mio corpo chiedesse un periodo di depurazione naturale. Mi ha messo in riga!! Io pero’ non ho demorso, continuando a cercare di creare ricette appetitose, anche perché durante questa cura non e’ consigliato dimagrire, quindi la scusa era buona. Il mio gusto pero’ era decisamente cambiato. Da subito sentivo il bisogno di mangiare in brodo. “Eppure… i tortellini in brodo non mi sono mai piaciuti, come e’ possibile??”. Era come se – nuovamente – il mio corpo richiedesse di ingerire più liquidi perché ne sentiva il bisogno. E la mamy era li’, al mio fianco, pronta con la carota, cipolla e sedano in mano per farmi il classico “brodino”, si proprio quello dei bebe’. Non so come faccia lei, ma riesce a far diventare buonissima anche una cosa che sembra super noiosa. E così abbiamo iniziato ad eliminare anche il classico dado…

Il cambiamento nelle abitudini alimentari che il mio corpo mi aveva naturalmente imposto – ho scoperto poi – va molto d’accordo con la maggior parte dei principi su cui si basano diverse teorie alimentari che dichiarano di poter aiutare a combattere il cancro. Questo mi ha fatto riflettere. Anche se ancora non ho deciso di seguirne una in particolare… ci sarà pure qualcosa di vero – mi viene da dire – se molti punti si sovrappongono! Seppur non creda negli estremismi di determinate diete, credo che valga la pena di indagare le diverse teorie che sostengono di poter combattere il cancro attraverso l’alimentazione. In questo blog mi ripropongo di approfondire in particolare la relazione del cibo col cancro al seno. Questa necessita’ di modificare il mio regime alimentare durante la cura mi aveva fatto venire l’idea di scrivere o filmare alcune ricette fin dall’inizio della chemioterapia, per renderle pubbliche e soprattutto disponibili a chi si trova in una situazione simile alla mia. Solo ora, che la cura e’ terminata, trovo la forza di farlo.

In generale le ricette che propongo sono ricette semplici, come – appunto – il brodino senza dado ad esempio. Non sono piatti da masterchef quindi. Il più delle volte vogliono essere uno spunto per variare un po’ ed avere la sensazione di mangiare tante cose diverse seppur la scelta sia diventata enormemente più limitata. Voglio precisare che non sono una dietista (magari un giorno mi piacerebbe diventarlo, devo ammetterlo).  Al momento seguo l’istinto e mi baso sulle conoscenze che da sempre ho e che sto lentamente acquisendo. Inoltre le mie ricette hanno l’ambizione di essere sane ma questo non necessariamente significa dietetiche, perché tra le due cose c’e’ una bella differenza. Inoltre… “io sono una donna non sono una santa!” e quindi, ogni tanto… cedo! E se, come me, vi state avviando sulla retta via… perdonatemi se ogni tanto condividerò questi miei strappi alla regola. Molto probabilmente quelle saranno le ricette della mamy, anche detta “diavolo tentatore” :-), o ricette della tradizione. Dopotutto abbiamo il cancro, e’ vero, ma non possiamo privarci di tutto! Questa perlomeno e’ la mia opinione. Io almeno non ci riesco (ancora). E poi, cosa significa veramente “sano”? Io credo che in realtà lo sappiamo già tutti cosa e’ sano e cosa non lo e’… ma sono anche d’accordo con i latini riguardo alla frase virtus in medio stat, la virtù sta nel mezzo. Anche perché non e’ solo quello che si mangia che bisogna equilibrare, ma anche quanto si mangia (e su questo secondo punto sto ancora lavorando…). Inoltre, come mi e’ stato detto una volta… non e’ solo la qualità del cibo che conta, ma e’ anche la qualità del pensiero! Questo aspetto non va assolutamente sottovalutato. Soprattutto se si vuole guarire da una malattia, il nostro stato d’animo deve essere positivo, anche se – lo so – non e’ sempre semplice…

Io comunque sto facendo il meglio che posso. Spero con tutto il cuore che possa bastare…

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